Progetto STE SCUBA TOURISM FOR THE ENVIRONMENT |
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La responsabilità scientifica del progetto è di:
Marine Science Group
Università di Bologna
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Il valore del Monitoraggio Ambientale La conservazione della biodiversità e la gestione equilibrata delle risorse naturali è obiettivo prioritario ed intrinseco delle politiche ambientali e culturali di amministrazioni locali e governi nazionali ed internazionali (Convenzione sulla Diversità Biologica del 1992, Direttiva 92/43/CEE del 21 maggio 1992). Tra le otto azioni che la Convenzione sulla Diversità Biologica di Rio de Janeiro indica come prioritarie vi è il monitoraggio su grande scala geografica dei componenti della biodiversità (De Fontaubert et al. 1996; Baird et al. 2000; Danielsen et al. 2000). Il monitoraggio, quantificando i cambiamenti nelle risorse nel tempo e nello spazio, fornisce le linee guida per la gestione della diversità biologica (Sheil 2001). I lavori di Schmitt e Sullivan (1996), Fore et al. (2001), Newman et al. (2003) sottolineano che i cittadini, quando preparati adeguatamente, possono raccogliere dati affidabili e eseguire valutazioni comparabili a quelle eseguite dai professionisti, abbassando i costi, spesso proibitivi dei monitoraggi eseguiti su grande scala geografica e temporale. Medio et al. (1997), Bryskle (2002) e Goffredo et al. (2004) hanno sottolineato che il coinvolgimento dei cittadini ha, inoltre, un importante valore educativo in quanto accresce la sensibilità alle problematiche della conservazione. Questo influenza positivamente il comportamento dei cittadini e può determinare una riduzione dell’impatto sull’ambiente (Medio 1997; Bryskle 2002). Il progetto per il Mar Rosso Dalla fine degli anni Settanta il flusso turistico verso le aree politicamente più stabili del Mar Rosso ha visto una crescita senza precedenti, tale da rendere oggi il turismo una componente essenziale nell’economia della regione. Hawkins e Roberts (1994) hanno stimato che il numero di posti letto per accogliere i turisti sulle coste egiziane del Mar Rosso supererà nel 2005 la soglia delle 100000 unità (2000000 milioni di visitatori all’anno). La costa del Sinai meridionale presso Sharm el Sheikh, è tra le mete più popolari e, da fonti dalla Egyptian Tourist Authority, è stato rivelato che il 25% dell’intero flusso turistico verso tale area è costituito da subacquei ricreativi attratti dalle barriere coralline del Parco Nazionale di Ras Mohamed (si veda anche Hawkins e Roberts 1992). Hawkins e Roberts (1994) affermano, inoltre, che l’importanza economica del turismo da sola dovrebbe fornire alle autorità politiche un’ottima ragione per la conservazione dei reef e che la crescita del turismo, se coordinata in modo sostenibile, potrebbe non rappresentare una minaccia per questi ecosistemi. Oltre a ciò, Medio et al. (1997), in un brillante lavoro portato a termine presso il Parco Nazionale di Ras Mohamed, hanno dimostrato che un briefing pre-immersione sulla delicata natura dell’ecosistema corallino e sulle tecniche di galleggiamento in immersione può migliorare il comportamento dei turisti subacquei riducendo del 93% l’impatto sul reef. In Mediterraneo l’innovativa metodica di monitoraggio ambientale introdotta dal Marine Science Group dell’ Università di Bologna dal 1999, ha permesso di avvicinare in 5 anni alcune migliaia di turisti subacquei e di dimostrare che essi sono, non solo interessati a partecipare a questo tipo di progetto, ma anche che, una volta addestrati, sono in grado di raccogliere una grande mole di informazioni utili alla ricerca (Goffredo at al 2004, Allegati A e B). In piena continuità scientifica con le iniziative precedenti del Marine Science Group del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica dell’Università di Bologna, in un contesto di azioni innovative rivolte non soltanto al monitoraggio ambientale, ma anche alla educazione naturalistica, si inserisce “STE: Scuba Tourism for the Environment – Red Sea Biodiversity Monitoring Program”, i cui scopi sono: - coinvolgere i turisti subacquei nella raccolta di dati sulla biodiversità marina dell' area di Sharm el Sheikh e del Mar Rosso egiziano; - promuovere l’educazione ambientale dei suoi visitatori; - fornire un contributo allo sviluppo del turismo sostenibile. Legando il mondo accademico a quello economico-sociale, “Scuba Tourism for the Environment” potrebbe rappresentare un modello di attività scientifica interdisciplinare finalizzata allo sviluppo di un sistema in cui soddisfare simultaneamente le esigenze della natura a quelle dell’umanità. Viaggio nel Blu è attiva come Field Station, cioè che partecipa alla raccolta dei dati e dove troverai le schede di rilevamento. Viaggio nel Blu si occuperà in particolare di 3 siti di Immersione e cioè:
Al Diving si troveranno le Schede di Rilevamento e lo Staff ti suggerirà di compilarle Qui di seguito invece pubblicheremo le foto di rilevamento numerandole e datandole per far si che tutti possano effettivamente "vedere" i cambiamenti.
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Il progetto è supportato da:
ASTOI - Associazione Tour Operator Italiani
Project AWARE Foundation
SNSI - Scuba Nitrox Safety International
SSI - Scuba School International
ULP - Underwater Life Project
TuttoTurismo
Neos
Egyptian Underwater and Lifesaving Federation
Ministero del Turismo della Repubblica Araba d'Egitto
ETA - Ente del Turismo Egiziano
Ministero dell'Ambiente
e della Tutela del Territorio |